Il DDT ha sostituito la vecchia "bolla di accompagnamento": oggi serve soprattutto a documentare le consegne che verranno fatturate in un secondo momento. Va emesso prima dell'inizio del trasporto, in due copie (mittente e destinatario), su carta o in formato digitale.

Contenuto minimo: data, numero progressivo, dati di cedente e cessionario, descrizione e quantità dei beni, causale del trasporto (vendita, conto lavorazione, reso, visione) e soggetto incaricato del trasporto.

La causale è importante: un DDT "conto visione" o "reso" non genera fatturazione, mentre le consegne in vendita confluiscono nella fattura differita, che deve richiamare numeri e date dei DDT del mese.

Errore comune: dimenticare un DDT nel riepilogo mensile o usare causali generiche che rendono difficile ricostruire le operazioni in caso di controllo.