Se vendi beni a un cliente extra-UE (esportazione) o a un soggetto passivo di un altro Paese UE (cessione intracomunitaria), la fattura è non imponibile: niente IVA italiana, ma l'operazione resta rilevante e va dichiarata.

In fattura si indica il sottocodice corretto — ad esempio N3.1 per le esportazioni, N3.2 per le cessioni intra-UE, N3.5 per le vendite a esportatori abituali con dichiarazione d'intento — insieme al riferimento normativo nella descrizione.

A differenza delle operazioni esenti, quelle non imponibili concorrono alla formazione del plafond dell'esportatore abituale. Restano gli obblighi collegati: elenchi Intrastat per gli scambi UE e prova dell'avvenuta esportazione per l'extra-UE.

Le regole su territorialità e prova dell'uscita dei beni sono insidiose: per le operazioni con l'estero conviene sempre un confronto con il commercialista.