Con il reverse charge (inversione contabile) l'obbligo di assolvere l'IVA passa dal fornitore al cliente: chi vende emette fattura senza addebitare l'imposta, chi acquista la "integra" registrandola a debito e a credito. Per l'Erario è un meccanismo antifrode; per te è soprattutto una regola da riconoscere quando compare.
Lo incontri in due famiglie di casi: le operazioni interne nei settori previsti dalla legge (edilizia e subappalti, pulizie, rottami, elettronica in specifiche ipotesi) e le operazioni con l'estero, dove l'acquirente italiano assolve l'IVA tramite integrazione o autofattura. Nell'XML si segnala con la natura N6 e i relativi sottocodici.
Gli errori comuni: addebitare l'IVA quando non andava applicata (o il contrario), sbagliare il codice natura nell'XML e, per chi acquista, dimenticare l'integrazione del documento ricevuto. I forfettari meritano un'attenzione in più: negli acquisti in reverse charge devono comunque versare l'IVA, pur non potendola detrarre. È una delle aree più tecniche dell'IVA: prima di applicarlo o subirlo, verifica il caso concreto con il tuo commercialista.