Quando è obbligatorio aprire la partita IVA

Sei obbligato ad aprire la P.IVA quando svolgi un'attività di lavoro autonomo in modo abituale e professionale. La soglia non è di legge, ma la prassi e la giurisprudenza considerano rilevante l'apertura quando:

  • Fatturi più di €5.000 annui come lavoro autonomo (soglia orientativa utilizzata dall'AdE)
  • Hai un'unica committenza continuativa (anche con un solo cliente fisso)
  • Svolgi l'attività con carattere di continuità, non come prestazione occasionale isolata

Le prestazioni occasionali (art. 2222 c.c.) non richiedono P.IVA, ma devono rimanere entro €5.000 annui e avere carattere non abituale.

Primo passo: scegliere il regime fiscale

La scelta più importante è tra regime forfettario e regime ordinario:

  • Forfettario: consigliato per chi inizia con ricavi attesi sotto €85.000. Imposta sostitutiva flat al 15% (5% per i primi 5 anni), nessuna IVA, contabilità semplificata. Vedi la guida dedicata per tutti i dettagli.
  • Ordinario: con IVA, IRPEF progressiva, deduzioni dei costi reali. Conviene se hai costi elevati o ricavi che superano le soglie del forfettario.

Secondo passo: scegliere il codice ATECO

Il codice ATECO identifica l'attività economica. È fondamentale sceglierlo bene perché determina:

  • Il coefficiente di redditività forfettario (che incide sull'imposta da pagare)
  • La gestione INPS di appartenenza

Codici ATECO frequenti per freelancer:

  • 6201.09 — Sviluppo software e app (coeff. 78%)
  • 7311.01 — Ideazione campagne pubblicitarie, copywriter (coeff. 78%)
  • 7410.09 — Designer grafici, UX/UI (coeff. 78%)
  • 7022.09 — Consulenza aziendale, marketing, management (coeff. 78%)
  • 8559.09 — Formazione e coaching (coeff. 78%)
  • 7420.09 — Fotografi (coeff. 78%)
  • 6920.09 — Consulenza fiscale e contabile (coeff. 78%)

Se svolgi più attività, scegli quella prevalente come codice primario.

Terzo passo: aprire la P.IVA all'Agenzia delle Entrate

L'apertura è gratuita e puoi farla in due modi:

Online (consigliato):

  1. Accedi a agenziaentrate.gov.it con SPID, CIE o CNS
  2. Compila il modello AA9/12 per persone fisiche
  3. Seleziona il codice ATECO, il regime fiscale, la data di inizio attività
  4. La P.IVA viene assegnata immediatamente online

Tramite commercialista: delega la pratica a un professionista. Ha un costo (€100-300) ma ti garantisce che tutto sia fatto correttamente.

Devi aprire la P.IVA entro 30 giorni dall'inizio effettivo dell'attività.

Quarto passo: iscriversi all'INPS

In base all'attività, ti iscrivi a:

  • Gestione Separata INPS (per la maggior parte dei professionisti): aliquota 26,07% sul reddito netto (valore aggiornato ogni anno dall'INPS). Nessun contributo fisso minimo: paghi solo se guadagni.
  • Gestione Artigiani e Commercianti (se l'attività è artigianale o commerciale): contributi fissi di circa €4.200/anno più contributo proporzionale. Devi iscriverti prima di iniziare l'attività, entro 30 giorni.
  • Cassa professionale privata (ingegneri, architetti, avvocati, medici, ecc.): alcuni ordini professionali hanno la propria cassa previdenziale obbligatoria. L'iscrizione sostituisce la Gestione Separata.

Costi del primo anno

  • Apertura P.IVA all'AdE: gratuita
  • INPS Gestione Separata: zero fissi — paghi a consuntivo in base al reddito (saldo + acconto in dichiarazione)
  • INPS Artigiani/Commercianti: ~€4.200/anno di contributi fissi minimi
  • Commercialista: facoltativo, €500-1.500/anno per dichiarazione e consulenza
  • Software di fatturazione: da gratuito (come ProFattura Free) a €100-200/anno per le versioni Pro

Cosa fare subito dopo l'apertura

  1. Apri un conto corrente bancario dedicato all'attività (non obbligatorio per legge ma fortemente consigliato per chiarezza contabile)
  2. Scegli un software di fatturazione e imposta la numerazione (inizia da 1/anno)
  3. Emetti la prima fattura entro breve dall'inizio dell'attività
  4. Conserva tutte le ricevute di spese inerenti all'attività (anche se in forfettario non le deduci, potrebbero servire in futuro)
  5. Segna in calendario le scadenze INPS: acconto a novembre, saldo a giugno