Cos'è il regime forfettario
Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato per persone fisiche che svolgono attività d'impresa, arte o professione in forma individuale. Introdotto dalla Legge 190/2014 (Legge di Stabilità 2015), è oggi il regime di riferimento per la maggior parte dei freelancer, consulenti, artigiani e piccoli commercianti italiani.
Il nome deriva dal fatto che il reddito imponibile viene calcolato in modo forfetario: non si deducono i costi reali, ma si applica un coefficiente di redditività predefinito ai ricavi lordi. Sull'imponibile così ottenuto si paga un'imposta sostitutiva unica al posto di IRPEF, addizionali regionali e comunali, e IRAP.
Chi può accedere al regime forfettario
Possono aderire le persone fisiche con P.IVA che nell'anno precedente:
- Hanno conseguito ricavi o compensi non superiori a €85.000
- Non hanno sostenuto spese per lavoro dipendente o parasubordinato superiori a €20.000 lordi
Cause di esclusione:
- Utilizzo di regimi speciali IVA o regimi forfetari del reddito
- Residenza fiscale fuori dall'Italia (con eccezioni UE/SEE)
- Partecipazione in società di persone, associazioni professionali o imprese familiari con attività analoga
- Possesso di partecipazioni in Srl che controllano l'attività principale del forfettario
- Redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a €30.000 (salvo cessazione del rapporto nell'anno precedente)
I coefficienti di redditività per ATECO
Il reddito imponibile si ottiene moltiplicando i ricavi per il coefficiente di redditività del codice ATECO di riferimento. Alcuni esempi:
- 78% — Professionisti, consulenti, informatici, designer, artisti (la maggior parte dei freelancer)
- 67% — Servizi di alloggio e ristorazione, servizi vari
- 40% — Commercio al dettaglio, commercio ambulante
- 86% — Costruzioni, attività immobiliari
- 54% — Commercio all'ingrosso e al dettaglio di autoveicoli
Come si calcola l'imposta sostitutiva
Esempio per un consulente (coeff. 78%) con €40.000 di ricavi annui:
- Imponibile: 40.000 × 78% = €31.200
- Deduzione contributi INPS versati nell'anno: es. €8.000
- Base imponibile netta: €23.200
- Imposta sostitutiva 15%: €3.480
Aliquota ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività, se si apre una nuova P.IVA e non si è svolta la stessa attività nei 3 anni precedenti come dipendente (art. 1, c. 65, L. 190/2014).
I contributi INPS nel forfettario
I contributi previdenziali si pagano separatamente dall'imposta sostitutiva:
- Gestione Separata INPS (per la maggior parte dei professionisti senza cassa): aliquota 26,07% sul reddito imponibile forfettario (valore aggiornato ogni anno dall'INPS). Con contribuzione ridotta al 35% per i pensionati.
- Gestione Artigiani e Commercianti: contributi fissi minimi (~€4.200/anno) più quota proporzionale sopra il minimale (circa €18.000).
- Casse professionali private: ingegneri, architetti, avvocati, medici, ecc. versano alla propria cassa con aliquote specifiche.
I contributi INPS versati nell'anno precedente si deducono dal reddito imponibile prima del calcolo dell'imposta.
Vantaggi del regime forfettario
- Nessuna IVA da addebitare e da versare (semplificazione gestionale e vantaggio competitivo con privati)
- Nessuna ritenuta d'acconto in uscita
- Nessun ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale)
- Contabilità semplificata: nessun registro IVA, nessun libro giornale
- Aliquota flat bassa: 15% (o 5% per i primi 5 anni)
Svantaggi da considerare
- Nessuna deduzione dei costi reali (affitto studio, attrezzature, software): il costo è "incluso" nel coefficiente forfettario
- IVA sugli acquisti non detraibile: chi compra beni strumentali costosi ci rimette
- Limite di crescita: superati €85.000 si perde il regime l'anno successivo
- Non conveniente per attività con costi elevati e margini bassi