Perché passare alla PEC
Dopo i primi solleciti via email rimasti senza risposta, la PEC (Posta Elettronica Certificata) è il passo successivo: ha valore legale, dà prova certa della ricezione e comunica al debitore che fai sul serio.
La messa in mora
Una PEC di sollecito ben fatta vale come costituzione in mora: una diffida formale ad adempiere. Produce due effetti importanti:
- interrompe la prescrizione del credito (vedi prescrizione della fattura);
- fa decorrere gli interessi di mora (vedi come calcolarli).
Cosa scrivere
Una messa in mora efficace contiene:
- i dati della fattura (numero, data, importo) e la scadenza superata;
- la richiesta di pagamento entro un termine (di norma 15 giorni);
- l'indicazione degli interessi di mora e dei costi di recupero;
- l'avviso che, in mancanza, procederai per vie legali (es. decreto ingiuntivo).
Il tono giusto
Formale e fermo, ma corretto: l'obiettivo è essere pagato, non rompere il rapporto se recuperabile. La PEC, di per sé, comunica già serietà senza bisogno di toni aggressivi.
In pratica
La PEC di messa in mora è il punto di svolta tra il sollecito bonario e l'azione legale: spesso basta a sbloccare il pagamento. Con ProFattura tieni sotto controllo le fatture scadute e i dati pronti per il sollecito. Altre guide su crediti e pagamenti.